L’interno La chiesa ha una pianta ad aula, con volta a botte, su cui si affacciano due grandi cappelle laterali, affiancate da altre di minore entità sulle quali sono imposte le tribune destinate alla famiglia ducale ed al seguito.     Parrocchia di San Giorgio Martire in Sassuolo p.iva 93001880363 A destra, la cappella centrale è dedicata al S. Tronco. Nell’ancona lignea è conservato il crocefisso, nascosto da una tela raffigurante la “glori degli angeli con la croce”, copia del XIX sec. Di un dipinto secentesco del francese O. Dauphin. La tela può essere alzata come un sipario, specialmente nei giorni della Passione, per dar vita d una ricostruzione del Calvario. Il Garimberti, gesuita di corte, aveva inteso creare una sacra rappresentazione resa più evidente dalla scalinata con balaustre, allestita ancora oggi davanti all’altare nella settimana santa, su cui vengono collocati quattro angeli in legno dipinto che sorreggono torce o strumenti della crocifissione. Il paliotto secentesco in scagliola, rappresenta il crocifisso e due confratelli inginocchiati ed incappucciati, è di bottega carpigiana. La cancellata in ferro battuto ed ottone è del 1893. A destra dell’altare vi è la piccola cappella dedicata S. Lucia. Il grande altare maggiore, in legno divide la navata dal coro. Quattro poderose basi sostengono le colonne corinzie con timpano a volute che racchiudono uno scudetto raffigurante due confratelli adoranti il crocifisso. La pala del pittore fiammingo Michele Desubleo, eseguita nel 1654, rappresenta l’”estasi di S. Francesco” in cui la disposizione delle figure imprime un movimento ascensionale all’intera rappresentazione. Nel tabernacolo è conservata una reliquia di legno della Croce, donata alla chiesa nel 1803. il paliotto in scagliola, raffigurante S. Francesco inginocchiato davanti al crocefisso, è opera secentesca di bottega carpigiana. A sinistra, si trova l’altare, in legno, della “Madonna del pellegrino”, frammento di affresco proveniente dal soppresso oratorio di S. Stefano. L’affresco, della prima metà del Quattrocento, è stato restaurato nel 1981 ad opera dell’arciconfraternita e di privati. Lo schema architettonico dell’altare è identico a quello del SS. Crocefisso, tranne che per l’atteggiamento dei putti sul coronamento e per gli stemmi, alla base delle colonne, della famiglia Bianchi che ottenne da Francesco I nel 1653 l’investitura dell’altare. Il paliotto in scagliola colorata, raffigurante la Madonna con bambino tra i fiori ed uccelli, è opera secentesca di bottega carpigiana. La cancellata in ferro battuto ed ottone è del 1931.